Per inaugurare il filone horror del 2016 la distribuzione italiana punta al genere esorcistico, tematica che di questi tempi ha ripreso vigore ed interesse mediatico non comune, dato che la Chiesa sta man mano rinforzando i ranghi dei suoi antagonisti del demonio.

I “Vatican Tapes” cui qui si fa riferimento non sono l’ennesima scottante rivelazione sulle malefatte dei cardinali e dell’entourage papale, ma dei video, contenenti la registrazione dell’esorcismo condotto su una giovane donna di Los Angeles, Angela Holmes (Olivia Dudley) che, uscita dal coma, manifesta evidenti sintomi di possessione diabolica, cadendo ripetutamente in trance e tentando di compiere atti molto violenti.

Suo padre (un ufficiale dell’esercito) e il fidanzato, messi da parte pareri neuropsichiatrici et similia, contattano saggiamente Padre Lozano (Michael Pena), un sacerdote cattolico particolarmente devoto che, insieme a due esorcisti vaticani, ingaggerà una lotta senza esclusione di colpi per liberare la poverina da quello che non è un demone qualsiasi, ma nientemeno che un’antica e potente forza del Male, decisa a mettere in seria difficoltà (come se ce ne fosse bisogno…) l’intero genere umano.

Scritto così, sembrerebbe la solita trita e ritrita pellicola che tenta per l’ennesima volta di “rifare il verso” a L’Esorcista, con il quale presenta similitudini sospette… e, purtroppo, proprio questo ne è lo scopo!
Il regista Mark Neveldine, già responsabile di non eccelse prodezze quali Crank o GhostRider: lo spirito della vendetta (flop al botteghino che gli ha fatto perdere la collaborazione con il collega di regia Brian Taylor), infatti, incappa in quasi tutti i deja-vu del genere possessione diabolica, con l’aggravante di non essere affatto sostenuto da una sceneggiatura decente e di risolvere spesso la messinscena con i soliti preti che brandiscono croci e declamano in latino contro una donna che si contorce berciando .

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Premesso che il film strappa solo sporadicamente qualche momento d’inquietudine e quindi non assolve alla ragion d’essere della sua esistenza, cioè “fare paura”, a peggiorare la situazione ci si mettono anche una mancanza di approfondimento psicologico dei personaggi ed una insipienza attoriale dalla quale si salvano soltanto la “posseduta” Angela Dudley ed il genitore Dougray Scott. Il resto è pura routine esorcistica, inframmezzata da found footage fatti con riprese video da camera di sorveglianza. Si tranquillizzo anche i patiti dei movimenti di camera frenetici, perché inquadrature traverse e d’angolo e montaggio serrato non mancano. Latitano invece il gore e lo splatter; il che può anche essere accettabile in un film che tenta di dare un’impronta drammatica e cospirazionistica alla esperienza estrema ed inquietante della possessione, il rovescio della medaglia però è una diminuzione tale del livello della tensione che, insieme alla mancata connotazione psicologica dei protagonisti, finisce col scemare del tutto.

Mai come stavolta, insomma, vale la regola che, nel genere esorcistico, visto un film li hai visti tutti. Di fronte a prodotti come questo Vatican Tapes c’è di che rimpiangere film come Il Rito o The last Exorcism, il che è tutto dire…

Pare però che da Hollywood stiano per arrivare un paio di pellicole interessanti (The possession of Michael King ed Exeter) nel tentativo di rinverdire un po’ i fasti di questo filone dell’horror che vanta ancora un pubblico di rilievo, ma che negli ultimi tempi è stato affidato a mestieranti della regia e a sceneggiatori molto approssimativi e, purtroppo, ancora convinti che bastino strane contorsioni e getti di vomito per spaventare le scafate platee adolescenziali cui si rivolgono.



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